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La scoperta del "Gorgona" Stampa E-mail
Scritto da Redazione    Venerdì 29 Luglio 2016 00:00

Sull’Isola di Gorgona, la più piccola dell’Arcipelago Toscano, proprio di fronte a Livorno, nasce un vino denso di significato: il Gorgona, appunto, frutto di un progetto unico non solo in Italia, ma nel mondo, che coinvolge una delle grandi griffe del vino italiano, Frescobaldi (www.frescobaldi.com), e l’Istituto di Pena dell’Isola: qui  non abita praticamente più nessuno, le sue coste sono off limits alle imbarcazioni, e un pugno di figli e nipoti di pescatori vive, per qualche settimana, fianco a fianco con i sessanta carcerati ospitati a Gorgona. Qui si trovano due ettari (di cui uno a pieno regime, ed uno che lo sarà nel giro di un paio d’anni) di Vermentino e Ansonica da cui nascono le 4.000 bottiglie del bianco di Gorgona: ogni passaggio, dalla potatura al diradamento, dalla vendemmia alla vinificazione, è curato dai detenuti, sotto l’occhio vigile ed esperto di Niccolò D’Afflitto, enologo di Frescobaldi. Una storia nata nel 2012, e diventata un vero e proprio esempio di lungimiranza, tanto che adesso anche un’altra isola carceraria, Pianosa, è pronta a seguire le orme di Gorgona, con un progetto ancora più ambizioso: qui, infatti, gli ettari di cui Frescobaldi si prenderà presto cura sono addirittura 30, per lo più a vite, sempre a Vermentino ed Ansonica.

 

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